Villa Zileri è un complesso storico monumentale situato nelle immediate vicinanze della città di Vicenza, ancora oggi inserito in un vasto parco a sua volta fortunatamente circondato da un’estesa area di campagna. Il salone d’onore dell’edificio padronale è decorato da un ciclo di affreschi realizzato da Giambattista Tiepolo agli inizi del Settecento.
Entrando a villa Zileri si ha la sensazione di iniziare un viaggio ricco di fascino, storia e cultura lungo ben seicento anni. Nel 1436 il conte Antonio Nicolò dei Loschi, una delle più importanti famiglie della nobiltà vicentina, acquisì una tenuta di 800 campi nella campagna di Biron, in posizione strategica alle porte della città. Lo sviluppo e il successo dell’attività economica agraria hanno determinato la crescita del complesso edilizio della villa, riferimento e centro dell’intero territorio circostante.
Dopo essere passato nella seconda metà dell’Ottocento alla famiglia Zileri per via ereditaria, in tempi più recenti il complesso è stato oggetto attenti interventi di restauro e recupero ad un uso contemporaneo abitativo e direzionale, realizzati su iniziativa dell’attuale proprietà, costituendo oggi un particolare esempio di valorizzazione e inserimento nella vita economica e culturale attuale di una villa veneta.
Nel 1729 nella storia della famiglia Loschi avvenne un fatto di eccezionale importanza: la Repubblica di Venezia accolse il casato nel Libro d’oro della propria nobiltà. La dimora di Biron fu oggetto di un intervento di riqualificazione e rinnovamento finalizzato all’autocelebrazione e alla promozione della nuova immagine del casato. Fu merito del conte Nicolò l’aver intuito le eccezionali capacità di un pittore emergente, Giambattista Tiepolo, che stava allora cominciando a dare prova del brillante talentoche lo avrebbe reso l’artista più famoso e ricercato dalle corti di tutta Europa.
A Villa Zileri Tiepolo dà prova delle sue eccezionali qualità decorando il nuovo salone nobile con dodici affreschi, tutti realizzati interamente dal maestro senza l’affiancamento della bottegae del figlio Giandomenico, nei quali la raffigurazione allegorica delle virtù della nobile famiglia prende forma nell’eleganza diimponenti figure, nelle sapienti dinamiche compositive e nella vivacità cromatica diun ambiente dominato dalla luce.
Il parco monumentale che circonda la villa, definito a metà Ottocento sulla base di un progetto dell’architetto milanese Balzaretti, rispecchia i canoni del gusto romantico del giardino all’inglese. L’intervento ottocentesco si è spinto oltre le mura della villa andando ad interessare vaste porzioni di campagna con la piantumazione di alberi monumentali, per creare gradevoli coni ottici di visuale e per dare l’idea di una prosecuzione in lontananza del parco sino al fondale dei colli Berici.
Il sistema costituito dal parco e dalla campagna circostante mantenutasi pressoché integra sino ad oggi, presenta condizioni particolarmente favorevoli per il costituirsi di un’oasi di eccezionale ricchezza botanico naturalistica e faunistica, ancora di maggior interesse se consideriamo la vicinanza al centro abitato della città di Vicenza.
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