Villa Correr Agazzi

Classico esempio di Villa patrizia databile, nella forma attuale, alla fine del XVII secolo, composta da edificio dominicale, Barchessa e parco ascrivibili a preesistenze cinquecentesche. La Villa costituisce il nucleo primigenio del complesso ed appare, con diverso impianto, già in mappe del territorio Liventino del XVI secolo; viene poi raffigurata in un disegno del 1691 che registra l’ampliamento della fabbrica a quattro livelli e l’aggiunta della Barchessa, con la creazione di un complesso architettonico ben articolato comprendente un Oratorio, un Muro perimetrale ed un’entrata monumentale, scomparsi dopo il 1807 in periodo napoleonico.

Gli affreschi esterni del prospetto sud sono andati perduti a fine anni Quaranta del XX secolo salvo piccoli lacerti mentre recenti restauri conservativi hanno riportato alla luce diffuse decorazioni interne seicentesche ad affresco.

Gli Agazzi, originari di Bergamo, approdano a Venezia nel 1593: facoltosi mercanti, guadagnano rapidamente una ragguardevole posizione sociale e sono ascritti all’Ordine dei Cittadini Originari.

Un ramo della famiglia si imparenta con Papa Alessandro VIII Ottoboni ed annovera tra i suoi membri un Vescovo di Ceneda, Marco Antonio Agazzi (1692).

La Villa, di proprietà Agazzi sino al 1807, passa in successione agli eredi diretti: ceduta nel 1895 alla famiglia Giusti del Giardino perviene agli attuali proprietari negli anni Quaranta.

Il complesso di Villa Corre Agazzi, vincolato, è parte di un suggestivo ambiente fluviale e contiguo ad un’ampia ansa del fiume Livenza: nella Barchessa si conservano ancora due blocchi in pietra d’Istria, lavorati a testa di leone, posti anticamente sulla golena ad indicare l’accesso alla Villa dall’imbarcadero.

Informazioni generali

Area pranzo al sacco: interna ed esterna all’aperto

Barriere architettoniche: Parziali

Il P.T è completamente agibile a persone diversamente abili.

Parcheggio Automobili: interno privato max. 60

Parcheggio Pullman: interno privato max. 6

Contatti

Via Fingoli, 2 30029 Biverone di San Stino di Livenza, Città Metropolitana di Venezia

+39 335 5951940

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Matrimoni ed eventi

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Giardini

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Matrimoni ed eventi

Festeggiare le proprie nozze nella cornice di una Villa Veneta è un’esperienza unica ed indimenticabile che Villa Correr Agazzi rende ancor più suggestiva grazie al suo fascino ed alla flessibilità dei suoi eleganti ambienti e del suggestivo parco storico.

La Villa è in posizione centrale tra le provincie di Venezia, Treviso e Pordenone, raggiungibile con la S.S.14 “Triestina” o l’autostrada A4 “Torino/Trieste” casello di San Stino di Livenza.

La Villa offre due splendidi ambienti, il superiore climatizzato, con ampia capienza , in sala unica, corredate da salotti di contorno e servizi, tutte con arredo originale, due ampi parcheggi interni, un settore dedicato per le aziende di catering con servizi propri, la possibilità di celebrare il Rito Civile Legale.

Il Parco è soluzione di eccellenza per l’aperitivo ed i buffet iniziali e cornice spettacolare per ogni momento dell’evento.

Location in esclusiva servizi di Villa inclusi: € 2.500,00 lunedì/giovedì, € 3.200,00 week-end IVA esclusa

Meeting e congressi

La posizione geografica, la varietà degli ambienti, i servizi offerti e la facile raggiungibilità fanno di Villa Correr Agazzi il sito ideale per incontri di lavoro, conventions, servizi fotografici e pubblicitari, servizi di moda, presentazione di prodotti ecc.

Le due sale maggiori possono essere utilizzate come sale convegno e/o per i momenti conviviali, le stanze di contorno sono utilizzabili in modo autonomo per incontri aziendali di dimensione ridotta o a supporto del meeting plenario come ambienti per piccoli gruppi di lavoro.

La Villa organizza, a mezzo catering, cocktail di benvenuto, coffee break, lunches, cene.

Il grande Parco, le raffinate stanze della Barchessa ed i salotti della Villa sono lo sfondo suggestivo per shooting fotografici di moda, cataloghi con spazi esclusivi ed originali per gli scatti.

Preventivo su richiesta.

Giardini e parchi storici

Le sobrie architetture della Villa sono impreziosite da un parco di circa quattro ettari, che si sviluppa tra i prospetti est e sud della fabbrica, ornato da alberi d’alto fusto alternati a macchie di roseti, completamento della raffinata atmosfera degli edifici monumentali.

Il Parco costituisce l’ultima trasformazione dell’originale Giardino all’Italiana visibile nelle mappe del 1691; originariamente accompagnato dal Brolo, l’orto/frutteto presente in ogni Villa, oggi mostra la sua derivazione Ottocentesca, privilegiando la naturalità, la boscosità e la macchia verdeggiante che si ritrovano nei parchi di concezione anglosassone, noti come Landscape Garden: radure ed aiuole di rose intervallano gli spazi alberati offrendo una splendida cornice di colore e di fioriture particolarmente suggestive alla sera con la incantata scenografia creata dalle luci disseminate al suo interno.

Le specie floreali sono scelte in modo da offrire fioriture in tutte le stagioni: il Parco è completato da un tranquillo Giardino Posteriore, con accesso indipendente.

La storia

Raffinata Villa Veneta edificata sul colmo di un’ampia ansa del fiume Livenza la Fabbrica di Biverone, nella sua attuale forma, si colloca a cavallo tra il 1687 ed il 1691 rappresentando lo stato finale dell’ evoluzione di una preesistente costruzione tardo cinquecentesca edificata dai Conti Sbrojavacca di Portogruaro, acquistata da Francesco Agazzi, ramo di S.Severo, nella seconda metà del XVII secolo e dai figli del medesimo ampliata e trasformata secondo il modello della “casa fontego” veneziana. La Villa ed il complesso monumentale sono sottoposti a vincolo come bene di “rilevante interesse storico/artistico” con D.M. del 04 dicembre 1999.

Le vicende della Villa appaiono documentate in diverse mappe del territorio liventino di fine Seicento prodotte dai “Savi ed Esecutori alla Acque” dove la Fabbrica è mostrata nelle varie conformazioni assunte sino a quella definitiva di fine ‘600 caratterizzata dall’aggiunta di due piani alla Villa e dalla costruzione di alcuni annessi: la Barchessa, un Oratorio, un ingresso monumentale e un ampio muro di cinta, ben visibili nel disegno nella mappa del 1691.

Facoltosa famiglia originaria del territorio di Bergamo, approdata a Venezia a fine Cinquecento, gli Agazzi mantengono la proprietà del complesso sino al primo Ottocento: Carlo Agazzi Lazari, ultimo della famiglia, senza discendenza, con testamento del 1 dicembre 1806 destina la Villa ed il fondo agricolo di pertinenza ai cugini conti Villabruna e marchesi Manfredini.

Al rapido degrado sociale e materiale successivo alla fine dello Stato Veneto non sfugge Villa Correr Agazzi che, dopo le prime manomissioni di epoca napoleonica, è oggetto di manipolazioni, tra fine XIX ed inizio XX secolo, che incidono sia sull’abitazione dominicale, declassata a casa colonica, che sulla Barchessa: dopo il 1797, con la fine dello Stato Veneto, il destino di molte Ville è infatti contrassegnato da decadenza e desolazione una volta perso il loro significato di rappresentanza della classe dirigente patrizia.

Ancora nel primo Ottocento, la Villa, col toponimo di Palazzo Beveron, è raffigurata intatta nelle sue componenti originarie nella Kriegskarte di Von Zach, rilievo topografico absburgico dei territori del defunto Stato Veneto dopo la loro cessione all’Austria.

Nel dicembre del 1828 l’intero compendio immobiliare è oggetto di assegnazione definitiva al Conte Francesco Manfredini: il Catasto Austro Italiano del 1846 lo censisce come Casa di Villeggiatura; l’intera proprietà di Biverone è poi ceduta nel novembre 1895 al Conte Vettor Giusti del Giardino.

Negli anni Quaranta del XX secolo la Villa ed il compendio fondiario passano in proprietà della famiglia Marchetto di Venezia: solo nei primi anni ’60 l’abolizione della mezzadria determina il rilascio dell’immobile da parte delle famiglie coloniche e si creano le condizioni per un primo intervento di recupero della sua originalità, cui seguono, nel decennio 2008/2017, tre complessi interventi per il pieno riscatto, storico, volumetrico ed architettonico, del complesso.

La Villa è inserita nel catalogo ufficiale dell’IRVV Istituto Regionale Ville Venete e censita in “Le Ville Venete; la provincia di Venezia” Marsilio Editore, 2005  scheda n^ 387 a pag. 367

La proprietà

Originariamente edificata a metà Cinquecento dai Conti Sbrojavacca di Portogruaro, nobili ministeriali, come “Casa di Sovrintendenza” all’attività agricola, la Villa è acquistata da Francesco Agazzi verso la metà del XVII secolo: alla di lui morte, nel 1684, la Villa è trasmessa con fedecommesso ai cinque figli maschi che, nel triennio 1687-1691, provvedono ad ingrandirla e ristrutturarla secondo i dettami architettonici della “Casa Fontego” veneziana, conservando la vecchia struttura cinquecentesca che oggi si ritrova nel mezzanino della Villa.

L’ultimo Agazzi di questo ramo, Carlo Antonio, senza discendenza, la assegna, col testamento del 1806, ai “cugini” marchesi Manfredini di Rovigo e ai conti Villabruna di Feltre: pochi anni dopo, nel 1828, l’ intera proprietà viene riunita nelle mani di Francesco Manfredini che, nel 1895, la cede al senatore del Regno Vettor Giusti del Giardino.

Nel 1926, la prematura scomparsa di quest’ultimo apre ad un periodo di instabilità ed incertezza: la Villa ed il fondo agricolo vengono ceduti in enfiteusi dalla vedova Giusti del Giardino; in pochi anni si susseguono ben cinque enfiteuti, con esiti nocivi per la Villa, sino ad inizio anni Quaranta del XX secolo quando il contratto enfiteutico viene affrancato e, successivamente, Villa e fondo agricolo vengono ceduti all’attuale proprietà.

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