Il Castello di San Pelagio ha origini medievali (XIV sec.) come testimonia la torre trecentesca costruita dai Da Carrare, Signori di Padova, nella prima metà del Trecento. Nella seconda metà del Settecento la proprietà passa ai Conti Zaborra che ampliano notevolmente l’edificio, rimodernano l’ala padronale per adattarla a residenza signorile e realizzano le barchesse ad uso agricolo. Da allora la famiglia Zaborra abita il Castello ricco di memorie private e storiche.
Da qui, il 9 agosto 1918, partì il poeta Gabriele d’Annunzio per il folle Volo su Vienna dove compì la sua celebre impresa: il lancio di migliaia di volantini inneggianti alla resa sopra la capitale austro-ungarica.
Nelle Stanze Dannunziane tutto è tornato come allora perché vi possiate immergere nell’inimitabile ricordo del Vate. Altri ambienti ospitano un Museo unico in Europa che ripercorre l’affascinante storia del volo umano. Perdersi nei Labirinti e passeggiare nel Parco vi farà godere della stessa bellezza e armonia di profumi e colori che da oltre 200 anni affascinano gli ospiti del Castello di San Pelagio.
L’imponente torre merlata sorge nel Trecento su volere dei Da Carrara, signori di Padova, per difendersi dagli Scaligeri di Verona. In seguito, dal 1544, la famiglia Sant’Uliana acquisisce il castello. Nel 1752 i Conti Zaborra ottengono la proprietà, ampliano il complesso realizzando le barchesse ad uso agricolo e rimodernano l’ala padronale per adattarla a residenza signorile. Da San Pelagio, il 9 Agosto 1918, la squadriglia aerea di Gabriele d’Annunzio decolla per il folle “Volo su Vienna”, su cui lancia migliaia di volantini invitanti alla resa. Il racconto di quegli eventi è centrale nell’idea di trasformare la Villa in museo: nel 1976 inizia il restauro della struttura e il 20 settembre 1980 apre al pubblico il Museo del Volo. Da allora, la famiglia dei Conti Zaborra è tornata ad abitare questo Castello ricco di memorie private e storiche. La barchessa accoglie matrimoni, eventi privati e business e nel salone da ballo volano le mongolfiere! Il complesso guarda sul grande giardino, verso la collinetta, i labirinti e sullo sfondo i Colli Euganei.
Le prime tracce del capostipite Gerolamo Zaborra il Vecchio risalgono al 1542, quando lascia la corte ducale di Monaco di Baviera e si stabilisce a Bassano del Grappa, acquistando case e terreni. Un secolo dopo, uno dei nipoti si trasferisce a Padova per imparare l’arte della lana all’università del lanificio. Nel 1711 ottiene il titolo di Conte. Suoi eredi sono i due figli Gerardo e Roberto; quest’ultimo si dedica al restauro della proprietà di villa di Terradura a San Pellaio, un tempo parte del feudo dei Sant’Uliana e poi dei Dotto De’ Dauli, dai quali gli Zaborra l’avevano acquistato. Gerardo e Roberto, entrambi senza figli, nominano erede universale il nipote Paolo Zaborra (1768). La discendenza prosegue con Edoardo e in seguito con suo figlio Paolo che avrà cinque figli. Il figlio Cesare sposa Bianca Canali da cui avrà Giorgia e Cesarina. Giorgia sposa l’architetto Alberto Avesani. I loro quattro figli sono Cesare, Francesca, Alessandra e Ricciarda, oggi contessa di San Pelagio.
Gli eventi della Villa
Via San Pelagio, 50 - Due Carrare (PD)